Estratto dalla tesi di Laurea in Lingua e letteratura cinese I di Claudio Baicchi
"Da Domenico Strangio alla nascita dell'Archivio Fiume Giallo, un importante contributo agli studi sinologici italiani nella valle del Reno"
Relatore Prof. Sabrina Ardizzoni - III Sessione A.A. 2010/2011

(su informazioni e materiale da Elisabetta Monti)

Domenico Strangio e l’interesse per la Cina

Domenico Strangio (1939-2003) nacque a Scido (RC), nella Calabria dell’Aspromonte. Figlio di contadini poveri, nella sua infanzia e giovinezza assorbì un senso di profonda ingiustizia sociale contro la quale voleva ribellarsi.
Ad appassionare Strangio alla Cina fu fin da subito la figura di Mao Zedong. In Mao Strangio ammirò il rivoluzionario capace di liberare i contadini cinesi.

Attraverso la rivoluzione contadina di Mao, Strangio vide il riscatto sociale della sua stessa vita.
Strangio frequentò le scuole fino alla quinta elementare nel suo paese di nascita a Scido, poi abbandonò gli studi contro il parere dei genitori. Nonostante questo, Strangio sfruttò i pochi canali cui aveva accesso per leggere tutto ciò che riguardava la Cina: giornali, riviste e libri sull'argomento.

Nelle lunghe sere d'inverno leggeva pagine di libri sulla Cina a tutta la sua famiglia, genitori due sorelle e un fratello, raccolti intorno al braciere per scaldarsi e intenti, mentre ascoltavano, a fare lavori manuali (ricamare, sferruzzare a maglia, intrecciare vimini).


Per Strangio fu in particolare la rivista "La Cina", che dal 1965 cominciò ad essere pubblicata anche in lingua italiana, a farlo appassionare a questo paese. Il libro che Strangio lesse e rilesse fu "Stella rossa sulla Cina", l'intervista che fece Edgard Snow a Mao a Yenan, al termine della Lunga Marcia e la cui versione italiana fu curata da Enrica Collotti Pischel, studiosa di diritto internazionale e sinologa che Strangio avrebbe in seguito conosciuto.
Con “La Cina” Strangio si tenne aggiornato sugli avvenimenti cinesi e fondò al paese dove si era trasferita la sua famiglia, Oppido Mamertina (RC), un circolo di appassionati coi quali discutere e approfondire ogni notizia, soprattutto politica, proveniente dalla Cina di Mao.


Ma l'aria "mafiosa" che si respirava in Calabria spinse Strangio, compiuti i 18 anni, a lasciarla e ad emigrare a Milano dove, nonostante le difficoltà iniziali di ambientazione (il dialetto diverso - l'ostilità di molta gente verso i meridionali - il clima freddo e nebbioso), riuscì a trovare amici disposti ad aiutarlo. Svolse diversi lavori, tra cui fattorino alla casa editrice Sonzogno, l'attività che più gli piacque, data la sua sfrenata passione per i libri. Appena giunto in città, l'amore per Mao e la Cina lo portò a contattare l'Associazione Italia-Cina di Roma, che era nata nel 1965 e si attivò per fondare il circolo di Milano. Dunque Strangio fu tra i soci fondatori del Circolo e fu sempre un membro del Direttivo. Nel 1980 riuscì a farsi dare dal Comune di Milano la sede di via Bagutta 24, dove l'Associazione rimase fino ai primi anni del 2000, per poi trasferirsi in piazza IV Novembre fino alla totale chiusura del 2009.


Dal 1970 al 1980 Strangio gestì la Libreria Proletaria, in via Spallanzani, a Porta Venezia, luogo d'incontro e dibattito di tutti gli amici della Cina: italiani, studenti, insegnanti, sinologi, studiosi, curiosi e moltissimi cinesi. La Libreria Proletaria fu una libreria cinese "ufficiale", cioè riconosciuta dal governo cinese come uno dei tanti punti vendita in Europa della sua stampa ufficiale: fu la Casa Editrice in Lingue Estere di Pechino a mandare a Strangio direttamente libri, riviste, manifesti e artigianato cinesi. Inoltre questo rapporto privilegiato con Pechino permise a Strangio di organizzare viaggi in Cina in un periodo in cui era difficile per gli occidentali andare a visitarla.
Durante gli anni Settanta e Ottanta Strangio, grazie alle attività messe in piedi intorno alla libreria, organizzò viaggi in Cina in collaborazione con la Zhongguo Lüxingshi, l'ente ufficiale cinese dei viaggi in Cina. Chi voleva andare in Cina negli anni Settanta doveva far parte di una delegazione ufficiale che veniva invitata nel paese per lo scambio di esperienze e per approfondire l'amicizia tra il popolo cinese e il popolo italiano. L'autorizzazione era data in Italia dall'Associazione Italia-Cina e in Cina dall'agenzia Zhongguo Lüxingshi.

Elisabetta e Domenico nel 1984  Pechino nel 1994

Strangio compì viaggi negli anni Settanta con delegazioni che portarono in Cina intellettuali e politici interessati a conoscere a fondo questo paese, come ad esempio Franco Basaglia, psichiatra e promotore della riforma psichiatrica in Italia con la legge 180/13 maggio 1978; Sergio Segre, esponente del Partito Comunista Italiano e parlamentare europeo; Maurizio Rebuzzini, fotografo milanese. Il primo viaggio fu nel 1972, da Pechino a Nanchino, Shanghai, Tianjin, Hangzhou e Wuxi. Nel 1973 ancora Pechino e Shanghai. Nel 1975 Canton, Foshan, Shanghai, Pechino, Shenyang, Changchun. Nel 1978 Pechino, Nanchang, Lushan, Shanghai, Hangzhou e Canton. Nel 1982 un'estate a Pechino al Waiguoyu Xuexiao, Suzhou jie, a studiare cinese con visite a Chengde, Datong, Xi'an e Huhehot in Mongolia. Nel 1994 un lungo soggiorno a Pechino. Nel 1996 Hong Kong, Guilin, Changsha, Shaoshan (finalmente Domenico visitò il paese natale di Mao), Pechino. Nel viaggio del 1978 incontrò Elisabetta che diventerà la sua compagna di vita e di amore appassionato per la Cina.Dal 1981 al 1986 con un gruppo di amici Strangio creò a Milano, in viale Montenero, la cooperativa di consumo "Centofiori", specializzata in vendita di prodotti alimentari, con un primo punto vendita in Viale Montenero e un secondo punto vendita aperto successivamente al Mercato Comunale del Giambellino, sempre a Milano. Strangio lasciò la cooperativa Centofiori nel 1986 per contrasti con gli altri soci sulla gestione dei negozi, ma nel 1996 la cooperativa sponsorizzò la realizzazione del CD-rom La Cina di Mao (con testo introduttivo firmato da Giuseppe Regis, economista e sinologo grande amico della Cina e di Strangio) che fu presentato al pubblico nel novembre 1998.
Dal 1987 fino al 1999 Strangio lavorò a China Trading, una ditta di import-export con la Cina, di proprietà di Luigi Sun, suo amico storico di Porta Venezia, dove i genitori venuti dalla Cina avevano aperto il ristorante La Muraglia.
Nel 1999, anno della pensione, Strangio si trasferì con la moglie a Loiano, per stare vicino agli anziani genitori di lei, portando con sé da Milano tutto il materiale sulla Cina raccolto nel corso della sua vita.
Domenico Strangio morì nel 2003, all’età di 64 anni.
Nel 2006, in aprile, Elisabetta Monti contattò la biblioteca di Monzuno per donare tutto il materiale. Era appena stata costruita la biblioteca di Vado dove l'amministrazione decise di collocarlo e iniziò così la collaborazione col Comune di Monzuno-Vado. Dal 2007 il materiale raccolto da Domenico Strangio costituisce l’Archivio Fiume Giallo, inaugurato l'11 novembre 2007.