Camminavo per la strada sovvrapensiero, come un’anima spaesata il primo giorno in terra straniera. Ed ecco all’improvviso il mio sguardo fermarsi su un fazzoletto rosso che volteggia nell’aria manovrato dalle mani di una bambina che salta, corre, si ferma, si volta, tutta assorta dal gioco che tiene tra le mani. Subito anche la mia mente vola insieme a quel fazzoletto rosso, un pò più lontano nello spazio e nel tempo, ed ecco che mi torna alla mente il racconto “Il fazzoletto rosso di Xiao Gang”(1952) dalla raccolta di racconti per ragazzi “La sorellina va a scuola” 妹妹入学 meimeiruxue,che mi capitò tra le mani proprio un anno fa, mentre gustavo la straordinaria ricchezza dell’Archivio Fiume Giallo.


Il bambino protagonista del racconto è Xiao Gang, un alunno diligente e un figlio attento e sensibile. Il suo desiderio più grande sarebbe quello di poter indossare il tanto stimato fazzoletto rosso dei Giovani Pionieri della Cina, che Xiao Gang deve però guadagnarsi con le proprie forze. Il bambino attraversa svariate vicende, quali l’allevamento di alcuni polli per poterne vendere le uova, il ritrovamento dello stipendio di un operario e la pronta restituzione della somma al suo legittimo proprietario. Le varie manifestazioni di sincero rispetto, impegno ed onestà fanno infine sì che il maestro lo onori davanti a tutta l’assemblea dei Giovani Pionieri della Cina con il tanto ambito fazzoletto rosso. E così quel giorno “tutti gli occhi erano fissi sul fazzoletto rosso di Xiao Gang, e il suo fazzoletto sembrava divenire ancora più rosso ed ancora più rosso”.
“别跑了! Biepaole!” sento gridare vicino a me. Qualche metro un pò più in là, sul marciapiede cammina a passo spedito e un pò traballante un’anziana signora, con lo zaino rosa della nipotina in spalla. “别跑了! Biepaole!” E intanto torno alla realtà, la ragazzina continua a correre dietro il suo fazzoletto rosso, la signora mantiene il passo sostenuto lungo il maricapiede della 北洼东街beiwadongjie. Tutto torna alla normalità, la gente che passa veloce, il clacson delle macchine, i govani che camminano immersi nelle chat dei loro telefonini.
Eppure mi sembra ancora di poter intravedere, sottile, un filo rosso che lega in qualche modo la nonna, la nipotina e quel fazzoletto rosso svolazzante...