Categoria: SAGGIO
Editore: EDITORI RIUNITI
Anno: 1992
Note: PP.339

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Recensione

Scritto da Super User

Rubbi Antonio

Roma
Editori Riuniti
1992
339 p. 21.5 cm.
I Libelli



INDICE

Introduzione

I. Il segnale (1febbraio 1979)
II. Il primo contatto (1-3 marzo 1979)
III. A Pechino (23-31 luglio 1979)
IV. L'intesa (10-13 marzo 1980)
V. Lo "storico" viaggio di Berlinguer (14-22 aprile 1980)
VI. Intermezzo coreano (23-25 aprile 1980)
VII. Vacanze cinesi (15-29 agosto 1983)
VIII. Natta a Pechino (12-18 ottobre 1985)
IX. Hu Yaobang a Roma (21 giugno 1986)
X. La "perestrojka" vista da Pechino (1-4 luglio 1988)
XI. Tragica Tian An Men (maggio-giugno 1989)
XII. A due anni da Tian An Men (1-7 maggio 1991)

Indice dei nomi


ABSTRACT

La Cina è vicina, la Cina è lontana... e la Cina che fa? La Cina fa da specchio all'Occidente ogni volta che da noi, Europa Africa Medio Oriente, e da loro, America Russia, succede il finimondo, "scoppia la guerra" - ricordate la previsione sulla terza guerra mondiale lanciata alla vigilia degli anni ottanta dai cinesi; e non c'è stata, forse, a guardar carte e confini, Stati e società, una guerra mondiale? Ci sarà, dicevano i cinesi, dobbiamo esser pronti ad affrontarla. Quando la Cina misura il mondo, lo fa con il metro della Grande Muraglia, simbolico perimetro d'una sicurezza da altri mai conoscibile a fondo. Sembra essere stato sempre così. Vero è che, anche in tempi recenti, pochi uomini politici, pochi osservatori occidentali l'hanno varcata, e quando la muraglia si squarcia fa intravvedere immagini contraddittorie: Mao che nuota nel fiume e poi sparisce fin dalle iconografie ufficiali, i tazebao della rivoluzione culturale e la vedova in catene, le armate di pietra di antichi cavalieri e i nugoli di biciclette pacifiche e silenziose, il piccolo ragazzo di piazza Tian An Men davanti al tank gigante e Gorbaciov che sta lì a due passi a illustrare la perestroika. La Cina assorbe tutto, invece, questione di secoli, dal resto del mondo: religioni, socialismo, modernità, rimandando messaggi per ideogrammi, immagini di straordinaria efficacia ma di ardua interpretazione. Perfino sinologia, scienza e conoscenza di lingua e di cose cinesi, è da noi parola coltissima di scarsa diffusione.
Antonio Rubbi non è un sinologo e per lucido intuito titola questi suoi scritti "appunti cinesi". E' uomo politico che per il Pci ha tenuto contatti con il Pcc dal 1979 quando, dopo la lunga rottura, venne il disgelo fra i due partiti comunisti.
Ha conosciuto e frequentato con continuità, forse unico tra gli italiani, il gruppo dirigente comunista cinese nelle sue varie trasformazioni. Per lui, i nomi della seconda generazione cinese, che attende ancora l'eredità di quella ormai mitica degli ottuagenari della Lunga Marcia, sono diventati familiari. E ha imparato a riconoscere le differenze, a distinguere le sfumature di significato che emergono da mimiche difficili da penetrare. Con pazienza e acume ha preso appunti, fra il privato e il politico, fino a oggi che segue le delegazioni del Pds, e ce li offre alla vigilia di quelli che definisce "necessari mutamenti in Cina". Piazza Tian An Men è lontana anche se la politica che l'ha ispirata continua; più vicina appare una sorta di perestroika cinese. Ma la parola è vecchia e inadeguata: come si chiamerà e che forme prenderà sono previsioni al livello di appunti, come questa frase che Rubbi ha colto sulle labbra di Deng Xiaoping sostenitore di una strategia valida "per i prossimi cento anni": "Se vogliamo difendere il socialismo dobbiamo introdurre più riforme... se si vuole il consenso bisogna permettere al poplo di respirare". Per tutto il lungo inverno si sono veduti pruni spinosi sulla Grande Muraglia, è possibile che presto, cento anni non sono lunghi in Cina, mostrino rose sulla cima.

"La resa dei conti definitiva potrebbe avvenire al XIV Congresso del partito, convocato per l'autunno prossimo. In quella sede dovranno decidersi i lineamenti della politica economica dei prossimi anni e i nuovi organismi dirigenti. Se queste sono le premesse, i rimaneggiamenti potrebbero essere di vasta portata e coinvolgere anche la direzione e la struttura del governo. Il 1992, anno della scimmia, che secondo un'antica credenza cinese prepara un avvenire di fortuna e prosperità, potrebbe essere l'anno della rinascita riformista nella Repubblica popolare cinese".