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Categoria: ROMANZO
Editore: Rizzoli
Anno: 2002
Note: pp. 486

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p. 486 cm 23
La Scala
Titolo originale: Red Poppies (Chenâ??ai luoding). 1998 by Alai. Translation 2000 by Howard Goldblatt and Sylvia Li-chun Lin. Traduzione di Idolina Landolfi


1. Tordi selvatici
2. â??Shariâ?
3. Sangye Dolma
4. Ospite dâ??onore

5. Fiori nel cuore
6. Uccidere
7. La terra trema

8. Sogni bianchi
9. Malato
10. Gelukpa della nuova setta
11. Argento

12. Visitatori
13. Donne
14. Teste
15. Cura mancata
16. I fiori nelle orecchie
17. La guerra dei papaveri

18. Lingua
19. Libri
20. Di cosa potrei aver paura?
21. Lâ??intelligente e lâ??idiota
22. La lady inglese

23. Roccaforte
24. Orzo
25. Il capo donna
26. Dolma

27. Amore e destino
28. Promessa di matrimonio
29. Sta succedendo
30. Nuovi sudditi

31. Mercato di confine
32. Notizie dal sud
33. Faida di famiglia
34. Sulla via del ritorno

35. Miracolo
36. Abdicazione
37. Non parlo

38. Lâ??assassino
39. Verso nord
40. Un ospite da molto lontano
41. Più veloce. più lento

42. A proposito del futuro
43. Invecchiano
44. I capi
45. Sifilide

46. Le due fazioni
47. Latrine
48. Fuoco dâ??artiglieria
49. La polvere si posa


Nel Tibet dei primi decenni del Novecento, un luogo insieme fiabesco e lontano da ogni stereotipo, dove bellezza e violenza sono inseparabili e le accecanti distese rosso fuoco dei campi di papaveri rimandano alla tragica diffusione dellâ??oppio, si snoda la saga della dinastia Maichi. Potenti signori feudali dal potere illimitato, i membri del clan si muovono tra rivalità familiari e lotte di potere, amori e sconfitte, in un intrecciarsi di eventi dove le personalità dei molti protagonisti, primitive e ricche di fascino, emergono con grande evidenza narrativa. A raccontare è la voce di un membro dellâ??ultima generazione, un giovane idiota che vive la propria limitatezza come occasione di libertà, e sa osservare cose e persone con uno sguardo che, da ingenuo, si rivela straordinariamente acuto. Attraverso gli occhi di questo idiota sapiente catastrofi naturali e vicissitudini politiche, tradizioni e superstizioni, crudeltà e follie raggiungono una risonanza simbolica, e la struttura del romanzo di formazione acquista nuova profondità nel dipingere non solo la storia di un uomo e di una famiglia, ma quella di un paese, e di un universo culturale. Un Tibet rivestito dei colori del mito, dunque, ma lontano da ogni facile mitizzazione, che Alai, autore di etnia tibetana che ha scelto di parlare del suo paese in lingua cinese, ha proposto con ricchezza stilistica e forza evocativa tali da rendere il romanzo un caso letterario e insieme politico. Salutato dalla critica cinese come uno dei capolavori della contemporaneità, titolare in patria di grande attenzione da parte del pubblico e subito tradotto con successo negli Stati Uniti, Rossi fiori del Tibet si candida a rappresentare, accanto alla Cina del premio Nobel Gao Xingjian, un aspetto, ancora poco noto ma non meno affascinante, dellâ??immenso continente orientale.

â??Avvincente ritratto di un luogo poco conosciuto alle soglie della modernità.â?
Kirkus Review

â??Questo romanzo, forse il primo esempio tibetano di â??realismo magicoâ?, è per il suo paese quello che i romanzi di Gabriel Garcìa Marquez sono stati per la Colombia.â?
The Los Angeles Times

â??Alai fa uso di una tavolozza di colori forti ed elementari, ritraendo in maniera vivida un mondo ora estinto.â?
Times Literary Supplement

â??Rossi fiori del Tibet evoca un mondo remoto in bilico tra il fascinoso regno del mito e il serio mondo della storia.â?
Michiko Kakutani, The New York Times


Alai è di origini tibetane, ma ora vive in Cina e scrive in cinese. é autore di numerose raccolte di racconti e di questo romanzo, che è stato pubblicato presso una delle più note case editrici cinesi nel 1998. Nel 2000 Rossi fiori del Tibet ha vinto il prestigioso premio Mao Dun, il principale riconoscimento letterario della Cina popolare. Nelle intenzioni dellâ??autore questo romanzo dovrebbe essere la prima parte di una trilogia.