Categoria: TIBET
Editore: EDIZIONI MEDITERRANEE
Anno: 1976
Note: PP. 310

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Recensione

Scritto da Super User

Tucci Giuseppe

Roma
Edizioni Mediterranee
1976
310 p. 21 cm
Orizzonti dello spirito 20
Titolo originale: Die Religionen Tibets - 1970 by W. Kohlhammer GmhH - Stuttgart. Traduzione di Stefania Bonarelli



INDICE

Scrittura e pronuncia di vocaboli tibetani e indiani Prefazione

I. La prima diffusione del buddhismo nel Tibet
1. Gli inizi, 15 - 2. Coesistenza e antitesi tra i diversi indirizzi all'epoca della prima introduzione del buddhismo nel Tibet, 20 - 3. Ordinazione, fondazioni di monasteri, donazioni a monasteri, 24 - 4. Correnti indiane e cinesi, 29.

Il. La seconda diffusione del buddhismo
1. La rinascita del buddhismo, 35 - 2. Rin c'en bzan e Atisa, 40 - 3. La fondazione dei grandi monasteri, 47.

III. Caratteri generali del lamaismo
1. Le basi, 49 - 2. I principali indirizzi didattici, 54 - 3. I contrasti tra
le scuole e loro importanza per la storia politica del Tibet.
La dignità del Dalai Lama, 62 - 4. La figura del maestro (bla ma), 66.

IV. Le dottrine delle scuole più importanti
1. Premesse generali, 71 - 2. Il Veicolo dei Mantra, 75 - 3. Investitura
e consacrazioni, 80 - 4. Riassunto sche-matico, 82 - 5. Sems e luce, 92 - 6. Sostanzialismo dell'indirizzo Jo nan pa, 97 - 7. L'indirizzo bKa' brgyud pa, 100 - 8. Esperienze tantriche secondo l'indirizzo bla na med rgyud, 102 - 9. I rNin ma pa, 108 - 10. L'indirizzo gcod, 121 - 11. Riassunto. Particolarità della dottrina lamaista della redenzione, 127.

V. Monachesimo, vita monastica, calendario religioso e feste

1. Organizzazione delle comunità monastiche: ordinamento gerarchico e cariche, 145 - 2. Calendario religioso e feste, 186 - 3. L'eremo, 197 - 4. Proprietà del con-vento e sua amministrazione, 199.

VI. La religione popolare
1. Caratteristiche generali, 205 - 2. L'uomo di fronte alle forze divine
e demoniache, 214 - 3. Protezione personale e protezione della casa, 232 - 4. L'anima, 235 - 5.La morte, 239 - 6. Il bsan.s o suffimen, 246 - 7. Visione del futuro: indagine sui segni di buono o cattivo auspicio, 249 - 8. La protezione della proprietà e delle greggi, 252 - 9. Considerazioni conclusive, 253.

VII. La religione Bon

Tavola cronologica



ABSTRACT

Il Buddhismo tibetano, meglio conosciuto come Lamaismo, penetrò nel Tibet nel VII sec. a.C. dall'Asia Centrale, dalla Cina, dall'India. Si distinguono in esso due parti che non si contrappongono ma si completano: la speculativa e la gnostica; la prima è l'introduzione teorica, la seconda l'effetto, l'esperienza mistica; iter meditativo quella, pratica ascetica yoga ed esoterica questa; due rami di un medesimo tronco. Non è facile ad intendere il Buddhismo tibetano, perché la terminologia non sempre può tradursi in modo adeguato nel nostro linguaggio filosofico; la via della gnosi è complicata esperienza: introspezione, autoallucinazione, drammi interiori che coinvolgono la vita psicosomatica dell'individuo. E' dunque il Buddhismo del Grande Veicolo o soprattutto del Veicolo di Diamante (non del Piccolo Veicolo) quello che percorse trionfalmente l'Asia dall'Iran, che vi introdusse elementi nuovi, alla Cina, al Giappone; religione forse oggi in risveglio nel declinare di altre soffocate da un conformismo svuotato di un concreto e vivificante contenuto spirituale. Anzi il Buddhismo dà segno di nuovo vigore e ripresa non soltanto in Giappone ma in Europa e soprattutto in America. Difficile è seguire La via meditativa, più difficile descrivere i vari momenti che si succedono nella vita dell'iniziato, in progressivo transfert dalla persona umana ad un piano transumano indefettibile e indefinibile. Lo scopo è per tutti quello di diventare Buddha, ma si può rinunciare a questo definitivo salto di piani per restare nella vita, esempio edificante e redentore delle virtù con lo scopo di guidare gli altri alla salvazione. Il nostro corpo è un mezzo necessario alla redenzione: i cinque componenti materiali di cui è il risultato si trasformano nei cinque Buddha supremi, ma anche nelle cinque passioni innate in noi. Le complesse meditazioni consistono nell'attuazione di piani diversi, in liturgie in cui la donna è una partner indispensabile, come lo è in molte scuole tantriche, ma per conseguire l'innata, indefinibile unità primordiale, al di là di ogni definizione od espressione verbale.
Vita ascetica e solitaria da una parte e vita monastica dall'altra, la quale ultima dà origine alle grandi istituzioni monacali che sono gigantesche potenze economiche e politiche. Ma il popolo non dimentica le sue deità autoctone, il culto dei monti e del cielo, che si inseriscono in virtù della tolleranza del Buddhismo nell'olimpo immenso di questa religione; che sembra adorare molti dei, eppure tutti li considera come vacue esperienze, simboli fugaci suscitati dal vuoto in virtù della nostra immaginazione non controllata; quindi speculazioni ardite e sottili, anticipazioni meravigliose delle conquiste della psicoanalisi si sovrappongono a riti e costumi primitivi, a quella che l'autore definisce religione popolare la quale a sua volta eredita credenze e miti dalla multiforme religione primitiva (Bon) varia da regione a regione, da clan a clan, ma sostanzialmente magica. In questo fondo magico, archetipo mai dimenticato dal Tibetano, si innesta tramutandolo in simbologia o in visione o in atti liturgici il Lamaismo che si propone di trascendere il visibile ed il pensabile in un Nulla-Tutto.



BIOGRAFIA

Prof. Giuseppe TUCCI
Nato a Macerata il 5 giugno 1894.
Ha preso parte alla I guerra mondiale.
Laureatosi in lettere presso l'Università di Roma nel 1919. Ha insegnato presso la stessa Università prima come libero docente, poi come incaricato e infine come professore ordinario di Religioni e Filosofia dell'India e dell'Estremo Oriente. Professore emerito dal 1969. Dal 1925 al 1930 ha insegnato italiano, cinese e tibetano presso le Università di Shantiniketan e di Calcutta.
Nominato Accademico d'Italia nel 1929.
Ha compiuto, oltre a sei viaggi nel Nepal, otto spedizioni scientifiche nel Tibet Occidentale e Centrale, in regioni in parte inesplorate, raccogliendo gran copia di documentazioni storiche e di materiale artistico-letterario che ha pubblicato in una serie di opere edite dall'Accademia d'Italia, dalla Libreria dello Stato e dall'IsMEO.
Dal 1948 è Presidente dell'Istituto Italiano per Il Medio ed Estremo Oriente.
Dirige dal 1956 le missioni archeologiche italiane in Pakistan, Afghanistan ed Iran, dove sono stati finora riportati alla luce insigni monumenti di grande importanza storico-artistica. Tali scoperte hanno avuto larga risonanza, oltre che negli stessi paesi, nel mondo scientifico. In Iran il prof. Tucci dirige lavori di restauro intrapresi in collaborazione con il Ministero degli Esteri a Ispahan e Persepoli, centri della civiltà iraniana.

Socio Onorario della Società Asiatique di Parigi; Membro dell'Accademia Imperiale del Giappone; Presidente Onorario della Società Asiatica dell'Argentina;
Socio dell'Accademia delle Scienze di Torino e dell'Accademia Nazionale di S. Luca;
Membro Onorario della Royal Asiatic Society di Londra, dell'Indian Historical Records Commission, dell'Asiatic Society di Calcutta;
Membro del Comitato Scientifico Internazionale della Biblioteca Pablavi, Teheran;
Membro corrispondente della British Academy di Londra, e dell'Istituto Archeologico tedesco di Berlino.
Dottore " honoris causa " delle Università di Kolosvar, Delhi, Louvain, Teheran (Teheran University e National Univcrsity of Teheran).
Insignito del titolo di " Deshikottama " dall'Università Visvabharati di Shantiniketan.
Doctor of Indology honoris causa (International Board of Indological Studies, Sharada Peetha Research Centre, Karan Nagar, 1973);
Gran Croce al Merito della Repubblica Italiana;
Ordine Tai di II classe, Iran;
Decorazione di Humayun II, Iran;
Onorificenza di I grado del Tesoro Sacro del Giappone; Sol Levante
di II classe, Giappone.
Membro Ordinario dell'Himalayan Club, Calcutta, Bombay.
Vidya maha varidhi (visista): " Grande oceano di scienza ", (distinto)
Tribhuvan Univ., Nepal.
Ordine dell'Elefante Bianco di II classe, Thai-landia;
Ital-i Imtiaz, Pakistan;
Stella di II classe, Afghanistan;
Medaglia dell'Archeologia dell'Accademia di Archi-tettura di Parigi;
Premio Medaglie d'Oro 1972, Repubblica Italiana;
Bintang Jasa Pratama, Stella per Meriti Distinti, Indonesia;
Sir Percy Sykes Memorial Medal, Medaglia della Royal Centrai Asian Society di Londra.

Pubblicazioni più importanti:

La Storia della Filosofia Cinese Antica (1922). Il Buddhismo (1926).
Pre-Dinnaga Buddhist Texts on Logic from Chinese Sources (1929). Doctrines of Maitreya (natha) and Asanga (1930). Indo-Tibetica (Voll. 7 dal 1932 al 1942).
Cronache della missione scientifica Tucci nel Tibet Occidentale del 1933 (1935).
Santi e briganti nel Tibet ignoto (diario della spedizione del 1935). Teoria e pratica del Mandala (I ediz. 1949, II ediz. 1969). Italia e Oriente (1949).
Tibetan Painted Scrolls (3 grandi volumi sulla storia, la cultura e l'arte tibetana (1949). Preliminary Report on two Scientific Expeditions in Nepal (1956). Minor Buddhist Texts (Parte I: 1956; parte II: 1958: parte III: 1971).
Storia della Filosofia Indiana (1957). Il trono di diamante (1967). Tibet, Land of snows (1968), (ediz. italiana Tibet, 1968). Die Religionen Tibet, in Tucci-Heissig " Die Religionen Tibets und der Mongolei " (1970). Opera Minora (2 voll. 1971). Archaeologia Mundi. Tibet (1973). Buddhism (in "Encyclopaedia Britannica " 1974).

Il prof. Tucci ha pubblicato numerose altre opere e articoli in italiano e in inglese sulle religioni, sulla filosofia e sulla cultura dell'Oriente e inoltre vari testi di traduzioni di opere sanscrite, tibetane e cinesi, edite dalle maggiori società scientifiche straniere.
Ha creato in Italia una scuola di orientalistica che è assurta a dignità internazionale. Le sue opere e le sue ricerche segnano una traccia duratura in questo campo di studi. E' universalmente noto come uno dei più grandi conoscitori dell'Oriente.